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Architetture civili a Rieti: palazzi e monumenti. Vacanze culturali in Lazio

Le volte del Palazzo Vescovile, RietiPalazzo Vescovile: si erge nella piazza M. Vittori. La costruzione del palazzo vescovile, spesso chiamato anche palazzo papale, posto in posizione adiacente alla cattedrale, ebbe inizio nel 1283. La facciata principale presenta una loggia coperta da un tetto sorretto da due colonne in pietra e da un pilastro centrale. In passato tale loggia era raggiungibile direttamente dalla piazza, grazie a una scalinata in pietra che fu poi demolita in epoca moderna ed è oggi visibile solo in alcune foto d'epoca.

Il piano terra è caratterizzato da sei pilastri che dividono l'ambiente in due parti e sostengono le grandi volte a crociera. Belle volte gotiche a due navate conducono nel suggestivo arco di Bonifacio VIII Caetani.
Palazzo Dosi Delfini: l'edificio sorge su Piazza Vittorio Emanuele II ed oggi accoglie al pian terreno la sede della Cassa di Risparmio di Rieti mentre nei due piani immediatamente sopra trovano spazio alcuni uffici dell'amministrazione provinciale.

La facciata integra elementi del tardo barocco con alcuni elementi neoclassici. Il piano terra è caratterizzato, per intero, da un bugnato in pietra calcarea e al centro si apre il portone ai lati del quale due colonne in pietra sostengono un piccolo balcone al quale si accede dalla finestra centrale del piano immediatamente sopra.

Le finestra di questo piano sono caratterizzate da una piccola cornice e da un timpano ad eccezione, per quel che riguarda quest'ultimo particolare, proprio della finestra centrale che si distingue per la presenza dello stemma della famiglia Dosi Delfini. All'interno del palazzo è presente un piccolo cortile ellittico e a livello del primo piano può essere osservata una statua di Santa Barbara, realizzata in bronzo.

Palazzo Potenziani: è un edificio sito in Via dei Crispolti, il cui nucleo originario risale al 1200. Di proprietà dell'omonima famiglia fino al 1979, anno in cui venne acquistato dalla Cassa di Risparmio della città, dal 2001 è di proprietà della Fondazione Varrone, che qui ha collocato la propria sede.

Gli interventi di restauro a cui è stato sottoposto negli ultimi anni hanno permesso di restituire alle facciate il loro aspetto originario, rimuovendo gli intonaci e riportando alla luce la pietra originale. Anche gli interni sono stati recuperati per tutelare alcuni affreschi.

Palazzo Comunale: l'edificio che oggi affaccia su Piazza Vittorio Emanuele II è il risultato di svariate opere di ampliamento e ristrutturazione di una struttura costruita nel XIII secolo. La facciata, che culmina in un piccolo campanile, ha uno stile tardo barocco con due ordini di finestre e un portico sotto il quale sono presenti un busto di Giuseppe Garibaldi e uno di Vittorio Emanuele II.

Sul suo fianco destro, oggi si erge una torre di cinque piani, rivestita in travertino, costruita nel 1940, all'interno di un progetto di allargamento che vide fra l'altro la costruzione di un altro pezzo posto dietro l'edificio originale, demolendo il vecchio Albergo della Croce Bianca, visibile in alcune fotografie d'epoca e Palazzo Alfani.

Palazzo Ricci: l'edificio intitolato all'insigne letterato di origine toscana Angelo Maria Ricci, è sito in Piazza Oberdan e costituisce ancora oggi un magnifico modello di architettura neoclassica. L'esterno del palazzo, che si articola in tre piani, rileva la contraddizione tra la dovizia delle armi e la tradizione per nulla belligerante della nobile famiglia Ricci.

All'esterno è ben visibile lo Scudo di famiglia costituito da una quercia diradicata con i festoni che scendono perpendicolari o si inflettono, mettendo in mostra tralci di foglie, configurati in bulbi a tre o quattro lamine, ed associate a grandi e belle rose araldiche. Non appena si accede al suo interno, è ben visibile una lapide in lingua latina che ricorda come Serafino Ricci, padre del poeta, commissionò nel 1789, all'architetto romano G. Stern, la ricostruzione di un edificio limitrofo che si trovava in stato di decadenza per vetustà.

Proseguendo al suo interno sono presenti decorazioni allegoriche che ricordano le opere poetiche di Angelo Maria Ricci. Il Palazzo era, inoltre, sede di una notevole collezione di opere pittoriche prevalentemente del '600, il cui fiore all'occhiello era costituito dal gesso originale della Ebe di Antonio Canova attualmente conservata presso il locale Museo Civico.

Palazzo Vecchiarelli: L'edificio, collocato lungo Via Roma, fu realizzato sul finire del XVI secolo, su progetto di Carlo Maderno.
Palazzo del Seminario: la struttura comprende il Palazzo Pretorio e del Podestà realizzato alla fine del XIII secolo. L'edificio in questione, perfettamente inglobato al tessuto urbano circostante è dotato, in origine, di due sottopassi sormontati da due volte a crociera: il primo tuttora esistente su via Morrone, il secondo, poi chiuso, su via del Seminario.

Tra i due passaggi è ancora individuabile l'antica sala per le assemblee popolari, coperta da un sistema a quattro crociere. Il Palazzo venne in seguito trasformato, sotto la direzione di Jacopo Barozzi da Vignola, in Seminario Diocesano ed inaugurato il 4 giugno 1564. Tra il 1639 e il 1660 viene costruita una nuova ala su via della Pescheria, poi prolungata nel 1935.

Intorno al 1684 vengono realizzati alcuni locali sopra l'arco, poi detto del Seminario, che scavalca via Morrone. Altri ampliamenti si verificano tra il XVIII e il XIX secolo. Nel 1964, in occasione del IV centenario della fondazione del Seminario, il complesso viene interamente restaurato.

 

La facciata di Palazzo Vincentini

La loggia di Palazzo Vincentini, RietiPalazzo Vincentini - Palazzo della Prefettura: è un edificio di tre piani oggi sede della prefettura (spesso chiamato appunto Palazzo della Prefettura o Palazzo del Governo) che sorge su Piazza Cesare Battisti. È uno dei palazzi più belli che Rieti conservi. La sua costruzione, o quantomeno la sua ristrutturazione nella forma attuale dopo l'acquisto da parte dell'omonima famiglia, è attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola, ma questo punto è stato spesso oggetto di discussione, in quanto alcuni sostengono che il progetto sia da attribuire a Giovan Domenico Bianchi.

La facciata rinascimentale presenta un portale decorato da un bugnato ai cui lati si trovano quattro finestre con inferriate (due per lato). Il primo piano ha, come anche il secondo, cinque finestre munite di una cornice e quella centrale si apre su un piccolo balcone ed è sovrastata da un timpano spezzato nel cui vertice è posto lo stemma della famiglia. La facciata rivolta verso la cattedrale è guarnita di una splendida loggia formata da due ordini di archi, tre sono posti a livello del piano terra, separati da due coppie di pilastri e tre a livello del primo separati da due coppie di colone alle quali sono sovrapposti due ovali, mentre all’altezza dell'ultimo piano sono presenti due nicchie.

La loggia vignolesca affaccia su un giardino all'italiana, oggi pubblico, circondato da una recinzione in ferro e pilastri di pietra, realizzata dalla provincia, per eliminare un antiestetico muro, dopo che la famiglia Vincentini decise di cedere l'edificio nel '27 al neonato ente. Per questioni di sicurezza, nel 2009, l'accesso ai giardini è stato per qualche mese impedito al pubblico.

Alcuni rami dei pini, alti fino a 14 metri, che si trovano nel giardino, minacciavano di cadere. Per questo le piante furono analizzate e fu disposta la rimozione di una di esse e l'ancoraggio delle restanti al suolo, che vennero poi potate, per resistere alle spinte del vento. Dopo questi interventi, in occasione della festa della repubblica del 2009 i giardini furono riaperti al pubblico.

Il piano terra, che è sede degli uffici della prefettura, è decorato con pitture del 1932 che raffigurano Marco Terenzio Varrone e Tito Flavio Vespasiano. Al primo piano si trovano le stanze dove alloggia il Prefetto ed è di particolare rilevanza il camino in marmi policromi risalente al secolo '500 che riporta con una scritta in ora il nome di uno dei proprietari della famiglia Vincentini. Anche il secondo piano, che non presenta elementi di particolare rilevanza, oggi ospita uffici della Prefettura.

Teatro Flavio Vespasiano, posto lungo Via Garibaldi, dove annualmente si svolge un'intensa attività teatrale. Venne costruito sul finire del 1800 e, a tutt'oggi, l'acustica del teatro viene considerata come la migliore d'Italia e una delle migliori al mondo.
 

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