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Identità della provincia: tradizione e folclore

In seguito alla Guerra Mondiale la provincia di Frosinone si fa coincidere nel gergo comune con la Ciociaria, lungo tutta l’aria di estensione. La zona nord della provincia è stata per molti secoli sotto la tutela dello Stato della Chiesa, mentre la zona a sud, che include i comuni di Cassino e Sora, prima dell’Unità d’Italia erano parte del Regno delle due Sicilie e della Provincia di Terra di Lavoro, fino al 1927 periodo in cui, sotto il fascismo, fu fondata la provincia di Frosinone.

 

Dialetto

I vari dialetti locali della provincia di Frosinone si raggruppano in due rami principali e ben differenti tra di loro: dialetti italiani mediani, dove è inserito il dialetto ciociaro e i dialetti meridionali dove sono inserite le parlate molto vicine ai dialetti campani a Sud del tratto Sora – Ceprano – Circeo, oggetto di studio del glottologo Clemente Merlo inserito in uno dei suoi lavori più rilevanti “la Fonologia del dialetto di Sora”.

 

Arte e monumenti

Una via di AnagniL’area inclusa nella provincia di Frosinone si estende lungo un territorio da un punto di vista culturale molto eterogeneo dove è possibile scrutare sovrapposti, caratteristica presente nella maggior parte dell’Italia peninsulare, delle testimonianze delle tradizioni greche e romane, negli edifici di culto appartenenti al Cristianesimo e i resti dell’incastellamento medievale. Rilevanti tracce e testimonianze archeologiche si trovano nelle tracce riportate alla luce presso alcune città romane come Fregellae e Fabrateria nova, ma anche le zone archeologiche di Aquinum e Casinum dove è possibile rinvenire i selciati della via Latina, ma anche templi pagani, archi monumentali e anfiteatri.

Una illustre villa romana è stata rivenuta presso la città di Anagni, e numerose città della provincia, indicate con il nome di città saturnie, custodiscono importanti perimetri murari che hanno ispirato nel campo della tradizione filosofica e letteraria numerosi miti e leggende risguardo la loro edificazione. La fase medievale diede una forte scossa all’assetto urbano romano, infatti molte città antiche della Regio furono trasformate in rocche di campagna.

Le attestazioni più rilevanti del basso medioevo, periodo in cui il territorio della provincia fu tra il ducato di Benevento e il ducato romano, si ritrovano nel castello di Vicalvi, la sede del gastaldo di Sora, e nei resti di molte fortificazioni presenti ad Aquino, Rocca d’Arce e Fumone, alcune di queste scomparse nei primi anni del rinascimento.

Il punto di riferimento artistico e monumentale più importante del medioevo di questa provincia e lirinate è l’importante sistema di abbazie benedettine e cistercensi come quella di Trisulti, Casamari e Montecassino tra gli esempi più noti ed internazionali dell’architettura monastica del periodo medievale e rinascimentale. Particolarmente caratteristici e significativi sono i tratti architettonici tardo medievali dei centri storici delle città di Alatri, Anagni, Ferentino, Alvito e Veroli.

Dal periodo moderno ci restano poche testimonianze di particolare interesse culturale e artistico, un esempio sono i resti delle industrie cartarie di Isola del Liri e dell’urbanistica sociale collegata, ma anche i palazzi istituzionali di Frosinone superiore, realizzati in seguito alla carica di capoluogo di provincia della città e alcune rade tracce di razionalismo italiano durante la ricostruzione di Sora in seguito al terremoto del 1915.

 

Parchi naturali: Aree protette principali

La Valle di Canneto vista dal piazzale del SantuarioAll’interno dell’area provinciale di Frosinone si trovano numerose aree protette che si estendono lungo circa l’11% di tutto il territorio della provincia. Sono aree parchi in gran parte montani, un esempio è lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uno tra i primi parchi nazionali d’Italia che si estende nel Lazio lungo lo spartiacque del fiume Melfa, precisamente Valcomino.

L’istituzione ha preso sotto la sua protezione preziosi ambienti che abbondano di acque e biodiversità, tra i più noti della provincia come ad esempio la Valle di Canneto o come il complesso delle Mainarde – Monti della Meta. Datata più recente è l’istituzione del Parco regionale dei Monti Aurunci, che si estende lungo le cime meridionali della provincia fino al confine con la zona a sud del pontino.

Quest’area, nonostante sia coperta per la maggior parte da pascoli e boschi di leccio e roverelle, e rare faggete nelle zone cacuminali, una zona importante per la custodia delle specie rare ed endemiche come il ragno Tegenaria bordoni.

 

Altre riserve

Non solo le grandi riserve montane sono presenti nel territorio della provincia ma anche numerose piccole oasi che si sono formate nel corso degli anni per proteggere piccole realtà ambientali lacustri o boschive, un esempio è la riserva naturale lago di Posta Fibreno, preservato dalla pesca e dal turismo abusivo, un importante rifugio per l’avifauna migrante e locale con la riserva naturale del lago di Canterno.

Un’oasi minore è anche gestita dalla frazione provinciale del WWF presente presso Collepardo, dove alle pendici di una collina ricoperta dal un querceto, dove è stato creato un piccolo orto botanico didattico che riunisce la flora dei monti Ernici.
 

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